L’eco

L’eco

Respiro, guardo verso il sole,
Vorrei prendere la linea con il suo cuore.
Il suo abbraccio è l’unico che ho
In questo mondo freddo che gira intorno a me.
Dirgli di abbracciarmi, riscaldarmi e asciugarmi le lacrime
E con il suo calore che sciolga questa bara di ghiaccio.
Farmi fiorire la terra che calpestano i miei passaggi,
Farmi sentire amata e darmi le ali per volare,
Colori dell’arcobaleno per colorare
E la nave per salpare nell’amore come nel mare.

Le promesse del mondo sono come le spine delle rose,
Ti fanno sentire l’amore poi te lo toglie e ti abbandona al dolore.
Non voglio odiare ma soltanto amare.
Non voglio dare il male ma solo il bene da ricordare.
Fato, insegnami ad abbagliare con il bene contro il male.
Insegnami a non perdere la strada, restare ferma
E con il cuore dare soltanto il bene, abbracciare e amare.
Ho bisogno della luce per ritrovarmi e risplendere un’altra volta,
Ho bisogno di toccare la sabbia e il mare,
Ho bisogno di sentire il vento sui miei capelli soffiare.
Sentire il profumo dell’erba appena tagliata
Sentire sotto il miei piedi la terra e correre via.
Sentirmi poi come una piuma che si alza nel volo senza paura.

Amare senza angoscia, pregiudizi e vergogna,
Con tutta me stessa senza perdere di vista la vita,
Perché mi sono persa da qualche parte tra la terra e il cielo
E mi aggrappo alla pioggia che cade sfrenante,
Lasciando cadere con disinvoltura ogni mia cellula.
Sento il respiro dell’anima che sprigiona il profumo di libertà,
Il canto dell’aria, la voce del silenzio che piomba
Con la velocità della luce e la confusione diventa ombra.
Sono una marionetta manovrata dal burattinaio che è il destino
Nel parco giochi della vita con dentro giostre d’illusioni
E tu cuore ribelle che sei il mio famoso e sincero paladino.
Mi ripeti sempre:”Andrà tutto bene!.”
Che diventa un eco nella mia mente.

~Elena Nen

Con passi lunghi ho cavalcato il tempo

https://fdbooks.org/2018/03/10/nessuno-sente-la-resa/
Con passi lunghi ho cavalcato il tempo,
Andando sempre contro il vento.
Con passi lunghi l’infanzia è andata,
Scritta s’un foglio di carta, arrotolata.
Buttata poi nell’angolo più buio, dimenticata.

Con passi lunghi ho cavalcato il tempo,
Ho perso cose belle, cose vere.
L’adolescenza ti mette alla prova,
vince chi rallenta, chi la vita frena.
Il mio piede accelera, oltre confini vola.

Con passi lunghi ho cavalcato il tempo,
come una conchiglia senza il suo guscio.
E ho volato come un’aquila verso la liberta,
con il desiderio di un malato verso la vita.
Sprofondando nella solitudine e amarezza.

Con passi lunghi ho cavalcato il tempo,
bruciando le più belle tappe della vita.
Come un libro che volto le pagine in fretta,
lasciandomi portare dall’euforia via.
Pensando di conoscere il volere dell’anima.

Con passi lunghi ho cavalcato il tempo,
prendendo una strada senza ritorno.
Distesa su questo magnifico tappeto d’erba,
ho il desiderio di ritornare indietro,
a passi corti, e assaporare la mia vita.
 - Elena Nen

Il mormorio degli astri

Il mormorio degli astri ~ Elena Nen

Il sole, la luna e le stelle stanno mormorando.
Guardano la Terra come si agita.
Cosa potranno mai ammirare?
Cosa potranno mai ascoltare ?
Se non il suono delle sue nuvole, delle acque e le montagne?
Se non il suono delle foreste e delle colline distese?
Una cosa c’è!
Il suono di quell’essere che vive, che ama e protegge la Terra.
Senza quell’essere la Terra potrà andare avanti, ma il suo canto sarà incompleto.
Scuotendo la testa, gli astri celesti, pregano per lei e per la vita che la popola . ~Elena Nen

Amami comunque

Se mi hai visto spaventata,
Se mi hai visto arrabbiata,
Se mi hai visto piangere,
Se mi hai visto ridere,
Ascoltare il mio cuore
E dare voce alla passione,
Allora smetti di correre e amami
Così come mi vedi soltanto tu.
Amami comunque…

Se hai sentito la pioggia che cade,
Se hai sentito la rondine cantare,
Se hai sentito il vento soffiare,
Se hai sentito la terra tremare,
La musica del cuore suonare
Per farti emozionare,
Allora smetti di correre e amami
Così come mi vedi soltanto tu.
Amami comunque…

Ferma dietro il mondo
Rimango in ascolto.
Fermo anche il tempo
Per sentire il fuori dentro,
Per vedere con il cuore
Il pentagramma dell’amore.
Sottosopra il cielo stellato,
Il cuore batte disarmato.
Potresti sentire tutto il mio amore
Se soltanto smettessi di correre e mi amassi
Così come mi vedi soltanto tu.
Amami comunque…

~Elena Nen (Poeta finalista al concorso di poesia “Tra un fiore colto e l’altro donato” – Aletti Editori)

Elena Nen – Autore

Le ceneri nel cielo notturno di Marzo

Dal cielo notturno di Marzo
Le stelle cadono, nel silenzio assordante
Del Mondo che giace.

Le anime incenerite salgono
Al di là del cielo e dell’arcobaleno,
Guardate dalle lacrime perse.
E le preghiere vestono il cuore
Davanti alle nostre finestre.

Nelle strade deserte e le case fredde
La solitudine ha preso forma,
La primavera sembra inverno.
Nell’aria si sente il ghiaccio
E all’orizzonte non si vede altro
Che le ombre di questo passato.
~ Elena Nen

Il bello di noi due

I Il bello di noi due lo vedi attraverso gli anni,
quando tu accetti non per debolezza, ma perché ami.
Il bello di noi due sono i difetti,
quando tu giorno per giorno tutti li accetti.
Il bello di noi due è svegliarci la mattina,
quando guardandoci in faccia ci si ama più di prima.
Il bello i noi due è quando litighiamo,
perché con tenerezza finisce in un: ti amo.
Il bello di noi due è il nostro peso,
quando decidiamo di restare e affrontare il peggio.
Il be di noi due sono le lacrime,
che fanno brillare l’amore dentro le anime.
Il bello di noi due è quando si ha paura,
perché in quel momento dell’altro ti prendi cura.
Il bello di noi due inizia da noi
e non finisce mai, finche siamo noi.

Elena Nen
Elena Nen

Link Silloge: Nessuno sente la resa

Sognai

Sognai e vidi la mia mamma,
su una panca accanto a mio padre.
Mi sorrideva e con la mano salutava, io mi sentivo come volare.
Si alzò, verso di me s’incamminò, appoggiò la mia testa al suo petto. Sussurrò parole dolci all’orecchio
e il mio cuore sussultò.
La mia mamma, la mia medicina
del mio cuore rattristato.
Per un periodo l’avevo allontanato in cantina,
perché avevo perso tutto ciò che amavo.
«È ora di alzarsi figlia mia,
il mondo ti aspetta, anche se è una follia».
Poi mi baciò la fronte e mi lasciò la mano
e verso mio padre si stava avviando. All’improvviso fui attratta da un rumore,
sentivo in lontananza qualcosa che suonava.
Verso un mondo triste e pieno di dolore,
rompendo quella piccola magia, mi portava.

Link: Nessuno sente la resa

Il richiamo del cuore

Voci che bisbigliano nella penombra di un vicolo.
Due innamorati si baciano sotto il lampione,
Un gatto che attraversa la strada per poi girare l’angolo
E tu che aspetti nell’anfiteatro per recitare il tuo copione…

~Elena Nen (soon in to the new Anthology “Salve note!”)

La mia tesi sul mondo. Il diario di Stella

[…Guardò fuori dalla finestra, aveva cominciato a piovere e la gente andava di fretta; ragazzi che come lei non erano andati a scuola facevano un gran baccano per le strade; mamme spettinate che cercavano di allungare il passo per non bagnarsi spingendo i neonati nei passeggini, altre trascinando a forza un figlio reticente. A dire il vero quelle scene la facevano un po’ridere, Stella pensava: «Poverine, chissà quanto avranno da fare». Gli uomini con la valigetta ventiquattr’ore che correvano dietro ai taxi; senzatetto che si riparavano dalla pioggia…già, i barboni, com’è strano il mondo. Tornò alla sua tazza di tè e la sorseggiò un po’, ma in quei caldi tratti sentì tutto il calore dell’abbraccio di sua madre, il suo amore, e come un lampo nella sua mente passò tutta la loro vita insieme. Le sembrò che il tempo fosse volato, invece passarono soltanto pochi minuti. Appoggiò la tazza sul tavolo e ritornò con lo sguardo alla finestra. C’era ancora un via vai di gente, ma qualcosa attirava sempre di più la sua attenzione, era quel senzatetto sdraiato su un cartone, così le sembrava, con avvolto in uno straccio, sicuramente una coperta usata e vecchia. Vide che da sotto la coperta facevano capolino delle orecchie, poi un musetto…era un cagnolino! L’uomo si alzò e sistemò la coperta, con una carezza fece sedere il cucciolo più vicino a sé, tirò fuori da un sacchetto qualcosa che somigliava a un pezzo di pane minuscolo, lo spezzò a metà e una parte la diede al cane mentre l’altra la rimise a posto…]Link: La mia tesi sul mondo. Il diario di Stella