La vita, un superfluo respiro tra due mondi, balla sul filo dell’effimero, dove l’attimo scolpisce il nostro essere nella roccia del tempo, prima che la polvere ci riassorba nell’oblio di un ricordo sbiadito.

La vita, un superfluo respiro tra due mondi, balla sul filo dell’effimero, dove l’attimo scolpisce il nostro essere nella roccia del tempo, prima che la polvere ci riassorba nell’oblio di un ricordo sbiadito.

Non chiedermi congedo se sconfino dove i luoghi non hanno ancora un nome, e il ronzio soave del mare mi scava il petto con il sale dei venti.
È un furto, il mio: un grammo di luce nel vuoto. Esigo l’amore che non sia stato ferito e la parte di sole che il destino non ha inciso.
Con mano distratta e bilance truccate l’Architetto divideva i suoi regni; io imparavo a leggere il buio, cercare la luce dove non c’è il giorno.
Col passo deciso, nell’argento lunare, eredito un’aria che morde la pelle all’alba. Mi culla il sogno che frizza nell’aria.
Perdonami, se mi permetto di sognare.

Prima di esprimere giudizi sugli altri, sarebbe ottimo dedicare un momento all’auto-riflessione. La compassione debba essere autentica e universale e non una mera pubblicità.
Se…
Se fossimo ali di vento,
ci saremmo incrociati
nell’ Odissea dell’infinito.
Se fossimo valanghe d’acqua
cristallina che scende a valle,
ci saremmo uniti nell’oceano di sogni.
Se fossimo sussurri di alberi,
ci saremmo adagiati
sui rami smeraldo.
Se fossimo anime gemelle
ci saremmo incontrati
nel canto della Terra,
ma siamo solo ombre
di una luce tenue d’amore.

La solitudine è a doppio taglio: uno di luce, che illumina i sentieri dell’anima, e uno oscuro, che avvolge il cammino in una nebbia di mistero. Sta a noi decidere se brillare nei raggi del sole oppure vagare nelle tenebre.

Tra un battito e l’altro dell’universo,
dove la voce ha spento il suo verso,
e dove le strade non ha un senso,
nel gelido buio, il cuore si è perso.
Avvolta nei pensieri, trucidati dal giorno,
canta l’inno della debolezza, che trasmette il mondo.
Senza riflesso negli specchi della vita,
l’orrore si fa strada, come un vortice,
distruggendo l’ultimo soffio dell’anima.
Il vento suona con amore un richiamo,
un battito di cuore,
apre le finestre per far entrare la luce solare,
su quest’anima che,
nel silenzio abissale, si era smarrita.

Con il cuore colmo di gioia ed entusiasmo, scrivo queste righe per esprimere la mia più profonda gratitudine per la pubblicazione del mio libro, “Naufraghi dell’infinito”
La realizzazione di questo sogno non sarebbe stata possibile senza il prezioso contributo e l’impareggiabile professionalità della Aletti Editore Fin dai primi passi, ho trovato nella vostra redazione un punto di riferimento insostituibile, un team di persone dedicate e appassionate che hanno creduto in questo progetto sin dall’inizio.
Grazie infinite
#poesia #leggerechepassione #passione
Sul balcone di casa mia,
fingendo di trovare pace,
fumo con calma la mia sigaretta.
Il cielo mi chiama e alzo lo sguardo.
Sorrido, immagino di modellare
le nuvole, sul cielo del tramonto,
che sembrano così bianche
e che rispecchiano la loro fragilità
nella sensibilità del mio iride.
Il tardo canto delle rondini
guida con dolcezza i miei pensieri,
come le lancette dell’orologio
che guidano il tempo.
E il battito sussurrante dei miei pensieri
cambia, senza preavviso,
in un galoppo discordante
rivoltando passato e futuro.
A separarli è il presente
Che, a me, sembra spesso assente.
Così, tra un tiro e l’altro di questa sigaretta,
raduno i miei sogni sparpagliati per il mondo,
nel lontano e intoccabile punto del mio orizzonte.
Sfido il tempo percorrendo il sogno,
sul soffio del mio respiro che scivola,
come il movimento di un pennello su una tela,
dipingendo l’anima in una rosa nera.
Qua e là, si intravedono le stelle,
Giochi di luce in una danza ribelle.
La vita è come una sigaretta,
Più tiri, più passa in fretta.
Ti accorgi quando si spegne di quel che resta,
Il mozzicone rappresenta i ricordi della vita che si è spenta.
Autore: Elena Nen

Raccolgo le stelle e intreccio
un maglione con i loro fili diamantati,
per coprirmi nella notte d’inverno,
quando i raggi di luna soffiano freddi.
Tappezzo un letto con le foglie autunnali,
per riscaldare il mio sonno nel letto ghiacciato.
Le mie braccia, rami di ciliegio in fiore,
mi stringono nel loro profumo ciliato.
Le stagioni della vita raccontano il tutto.
Colorano con sorrisi le gocce di pioggia
che cadono, celesti, sull’arcobaleno,
inondando il cielo d’amore, che ora vi alloggia. – autore ♡ Elena Nen

Il tempo è come un soffio di vento: fugace, leggero, inafferrabile. Ci accarezza per un attimo, sfiorando la nostra esistenza, e poi si allontana inesorabilmente, lasciandoci solo il ricordo di ciò che è stato.
