Un rintocco in meno

Quando il meccanismo s’inclina,  non resta che il rumore del ferro contro il mondo.

Un rintocco in meno

Cade la scorza, resta solo il nucleo,
strozza il respiro nello schianto del fermo,
l’assenza implode in rumori ovunque.

Un guasto nella fibra  del corpo,
viscera ruggine,  in me e  sul tempo:
schiaccia il fiato, l’aria s’inclina
quando il ferro s’arrende.

Senza appoggio né spessore di vuoto,
cado e mi rialzo nel fermento del vento,
con un rintocco in meno nel petto.
Nell’ombra dove respiro, il passo scava il fondo,  
mi forgia la strada sull’attrito del mondo.

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